Vini Naturali

 

Vini naturali, artigianali e di territorio

Come già accennato, il nome dato a questa categoria non esclude la caratteristica di “naturalità” dei vini biologici e biodinamici, ma riguarda i produttori che non si sottopongono necessariamente ad una certificazione e al tempo stesso rifiutano di usare prodotti chimici di sintesi e di intervenire nel lavoro di cantina con pratiche enologiche invasive.

L’intento di questi produttori è quello di creare vini che siano il più possibile “figli” del territorio e della cultura dai quali provengono, rispettosi dei cicli della natura.

DI seguito troverete, tra le altre, alcune aziende vinicole appartenenti a tre associazioni di produttori che in Italia stanno portando avanti l’idea di una viticultura più "pulita": Vini Veri, VinNatur, Renaissance des Appellations Italia.

 

La regola di Vini Veri

Quanto stabilito non tratta metodi “bio” o “non bio”, ma indica semplicemente le azioni che permettono a una produzione di esprimersi pienamente e raggiungere l’obbiettivo di ottenere un vino in assenza di accellerazioni e stabilizzazioni, recuperando il miglior equilibrio tra l’azione dell’uomo ed i cicli della natura. Questa, in sintesi, la finalità per cui il Gruppo Viniveri intende lavorare.

Quindi il Gruppo Viniveri intende:

• aggregare chi dichiara il proprio processo di lavorazione nel rispetto della presente REGOLA;

• stimolare la discussione tra produttori, scambiandosi esperienze e risultati raggiunti;

• ricercare il miglior equilibrio tra l’azione dell’uomo ed i cicli della natura;

• comunicare all’esterno la presente regola e le aziende che aderiscono alla stessa.

1) I PRINCIPI GENERALI

Il vignaiolo che intende far parte del Gruppo Viniveri deve applicare le regole, appresso descritte, sull’intero ciclo di produzione e su tutta l’attività aziendale.

2) IL LAVORO IN VIGNA

a) – esclusione di diserbanti e/o disseccanti;

b) – esclusione di concimi chimici;

c) – esclusione di viti modificate geneticamente;

d) – introduzione, nei nuovi vigneti, di piante ottenute da selezione massale;

e) – coltivazione di vitigni autoctoni;

f) – utilizzazione, per i trattamenti in Vigna contro le malattie, di prodotti ammessi dalle norme in vigore in agricoltura biologica. In ogni caso sono esclusi tutti quelli di sintesi, penetranti o sistemici;

g) – vendemmia manuale.

3) IL LAVORO IN CANTINA

a) – utilizzazione esclusiva di lieviti indigeni presenti sull’uva ed in cantina; b) – esclusione dell’apporto di qualsiasi prodotto di nutrimento, sostentamento, condizionamento quali possono essere le vitamine, gli enzimi e i batteri; c) – esclusione di ogni sistema di concentrazione ed essiccazione forzata; d) – utilizzo dell’appassimento naturale dell’uva all’aria, senza alcun procedimento forzato; e) – esclusione di ogni manipolazione tesa ad accelerare e/o rallentare la fermentazione naturale del mosto e del vino; f) – fermentazione senza controllo della temperatura; g) – esclusione di ogni azione chiarificante e della filtrazione che altera l’equilibrio biologico e naturale dei vini; h) – la solforosa totale non potrà mai essere superiore ad 80 mg/l per i vini secchi e 100 mg/l per i vini dolci.

 

VinNatur

L’associazione VinNatur riunisce vignaioli da tutto il mondo che intendono difendere l’integrità del proprio territorio, rispettandone la storia, la cultura e l’arte che sono state loro tramandate nel tempo, traendo ispirazione da una forte etica ecologica.

Produrre vino in maniera naturale significa agire nel pieno rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali, limitando attraverso la sperimentazione, l’utilizzo di agenti invasivi e tossici di natura chimica e tecnologica in genere, dapprima in vigna e successivamente in cantina.

L’associazione intende preservare l’individualità  del vino dall’omologazione che chimica, tecnologia e industrializzazione hanno portato nel mondo agricolo e, in special modo, nelle attività vitivinicole. Scopo dell’Associazione VinNatur è unire le forze di questi vignaioli dando a ognuno maggior forza, consapevolezza e visibilità condividendo esperienze, studi e ricerche.

L’Associazione investe le proprie risorse e riserva particolare attenzione ai bisogni dei viticoltori associati nel rispetto dei consumatori finali.

Alcuni dei punti cardine dell’attività di VinNatur sono:

-   Lotta ai pesticidi: ogni anno l’associazione analizza a proprie spese un vino di ogni viticoltore associato. L’analisi si basa sulla ricerca di centoquaranta principi attivi di fito-farmaci. In altre parole si cercano  i pesticidi di sintesi usati contro le malattie della vite che entrano nel circolo linfatico delle piante, quindi anche nei grappoli, e, conseguentemente, nel vino ottenuto.

-   Ricerca sulle tecniche di vinificazione in collaborazione con laboratori privati e il mondo universitario. Approfondimenti e sperimentazioni legate a fermentazioni spontanee e a tutti i processi di maturazione e conservazione del vino.

-  Sperimentazione di approcci agrari innovativi orientati al massimo rispetto per l’ambiente. Metodi che hanno come obbiettivo l’eliminazione di rame e zolfo al fine di raggiungere l’equilibrio naturale del suolo.

-   Organizzazione di convegni e corsi per formare ed informare gli associati sui lavori di ricerca intrapresi ed in particolare su tecniche, lavorazioni e pratiche enologiche. Allo stesso tempo, un lavoro di informazione e divulgazione presso il pubblico degli sviluppi delle ricerche in corso di svolgimento.

-   Organizzazione, almeno una volta l’anno, di un salone con la partecipazione di tutti gli associati nella splendida cornice di Villa Favorita, momento d’incontro tra tutti i vignaioli associati, gli appassionati del mondo del vino e gli operatori del mercato.

 

Carta qualità Renaissance des Appellations Italia

Il sistema di valutazione definito qui di seguito riguarda semplicemente le pratiche agronomiche e di cantina che consentono ad una denominazione – un sito vinicolo – di esprimere appieno le proprie caratteristiche.

Tale approccio incoraggia i viticoltori a migliorare il loro modo di lavorare e informa il cliente sugli effetti che tali pratiche hanno nell’esprimere il ter­ritorio tramite il vino.

Il nostro intento non è quello di fare una classifica dei viticoltori, ma di mettere in contatto tutti coloro che hanno una comune filosofia sul vino, siano essi produttori, distributori o consumatori.

Vogliamo ridare pieno significato ai terroirs e sganciarne il prodotto dalla competizione che la tecnologia e l’assenza di tipicità, provocata dal suo utilizzo esasperato, hanno provocato nel mercato mondiale del vino. Tutti i membri del gruppo aderiscono a questa severa Carta della Qualità. La qualità dei loro vini è stata approvata dai direttori del gruppo.

Cura del terreno e della sua superficie per massimizzarne la vitalità; l’uso di diserbanti di qualsiasi tipo è proibito

Utilizzo di fertilizzanti e compost che sostengano la vita microbica del terreno. I fertilizzanti chimici sono vietati: rovinano il suolo e il metabolismo delle viti

Uso esclusivo di prodotti naturali per combattere le malattie, secondo quanto stabilito dalle norme che regolano la viticoltura biologica. Prodotti chimici di sintesi di qualsiasi tipo sono severamente proibiti

Vietato piantare viti prodotte per mezzo di ingegneria genetica

Esclusione di tutti i lieviti aromatici e geneticamente modificati

Esclusione di ogni varietà di additivi aromatici (tannini in polvere, trucioli di quercia, ecc. sono banditi)

Certificazione delle pratiche biologiche o biodinamiche emessa da organizzazione riconosciuta

Quantità di rame metallo per ettaro: 4 kg di media annua (8 kg massimo ogni 2 anni)

Vendemmia manuale in più fasi

Rispetto del naturale processo di fermentazione (uso esclusivo di lieviti indigeni; enzimi, batteri ed altri additivi sono severamente proibiti)

Rispetto della naturale ricchezza dei grappoli: crioestrazione, dealcolizzazione e tutti i metodi di superconcentrazione (evaporazione, osmosi inversa, ecc.) sono esclusi

Utilizzo di SO2 durante la vinificazione: quantità massime nel rispetto del disciplinare ICEA

Selezione manuale delle nuove viti da impianto, così da rispettare e incrementare la biodiversità del vigneto: in questo modo si ritorna alla vera selezione varietale sul campo senza uso di cloni

Niente modifiche del naturale equilibrio del mosto e del vino: nessuna forma di acidificazione o de-acidificazione e aggiunta di zuccheri

Nessuna chiarificazione

No alla filtrazione sterile (filtri di misura minima 2 microns)